Per questo tipo di intervento collaboriamo con cliniche in
L’intervento di affermazione di genere da donna a uomo (FTM) trasforma l’aspetto dei genitali femminili in quello maschile. Questo intervento ha un effetto profondo e convalidante sugli uomini transgender, consentendo loro di avere un corpo in linea con la loro identità di genere. Consente agli individui di urinare in piedi e molte procedure consentono loro di raggiungere l’erezione. La vagina viene rimossa durante la procedura e spesso viene eseguita contemporaneamente un’isterectomia, eliminando le mestruazioni. Esistono due metodi principali per creare un pene:
Metoidioplastica: utilizza il clitoride, che viene ingrandito tramite terapia ormonale, per creare un piccolo pene.
Falloplastica: crea un pene più grande utilizzando un lembo di pelle dall’avambraccio, dalla coscia o da un altro sito donatore del paziente.
Gli individui in genere si sottopongono a terapia ormonale per almeno un anno prima di entrambi i tipi di intervento. Durante la falloplastica, il chirurgo rimuove anche la vagina e spesso viene eseguita contemporaneamente anche l’isterectomia.
La scelta di un chirurgo qualificato ed esperto è fondamentale per ottenere un risultato positivo e garantire un’esperienza chirurgica positiva. Un chirurgo specializzato in chirurgia di riassegnazione del sesso avrà una profonda comprensione delle esigenze e delle preoccupazioni uniche delle persone transgender. Sarà in grado di adattare la procedura alla specifica anatomia ed agli obiettivi del paziente, garantendo i migliori risultati possibili.
Per questo tipo di intervento collaboriamo con cliniche in Serbia ed in Spagna.
Il Portale del Turismo Medico assiste GRATUITAMENTE i propri pazienti:
- nella scelta della miglior clinica in base alle proprie esigenze
- nella prenotazione del soggiorno per la durata del periodo di degenza nella località scelta
- nella prenotazione di un transfer personalizzato da/per l’aeroporto (ci sarà qualcuno ad attendervi al vostro arrivo in aeroporto ed a riaccompagnarvi)
- nella prenotazione un transfer personalizzato da/per l’hotel (sarete accompagnati in hotel e venuti a prendere per le visite di controllo)
- nella traduzione in loco per la durata della vostra permanenza in clinica
- nelle procedure burocratiche presso l’ambasciata Italiana per l’emissione della lettera che vi servirà per le pratiche burocratiche
Nel caso lo necessitiate, Il Portale del Turismo Medico sarà lieto di fornirvi il recapito di uno Studio Legale specializzato nella prassi burocratica legata al cambio del sesso.
Il nostro personale è a vostra completa disposizione 24h24 prima, durante e dopo il vostro percorso fornendovi qualunque tipo di supporto e di assistenza.
Il lembo utilizzato per costruzione del neo fallo puo’ essere prelevato da diverse parti del corpo, i chirurghi con cui collaboriamo utilizzano:
Lembo radiale dell’avambraccio (RFF)
Il lembo radiale dell’avambraccio (anche conosciuto come lembo Cinese o lembo di Chang) è la tecnica generalmente più utilizzata per la falloplastica (e per la ricostruzione di molte altre aree).
Il lembo dell’avambraccio usato nella ricostruzione del fallo consiste nell’asportazione di pelle e grasso dalla zona dell’avambraccio, in forma all’incirca rettangolare. Particolarità del lembo radiale è la presenza dell’arteria radiale all’interno del lembo (dato che la mano può, nella maggior parte delle persone, continuare a funzionare anche solo con l’altra arteria dell’avambraccio, quella ulnare), che fornisce eccellente “nutrimento” sanguigno poi nella zona in cui il lembo verrà trapiantato.
La falloplastica col lembo radiale è, quando fatta insieme ad un allungamento dell’uretra, un “tubo dentro un tubo”. Il lembo è sostanzialmente diviso in due parti – quella più estesa, dell’esterno dell’avambraccio, che formerà la “sostanza” del neopene, e un lembo dell’avambraccio interno (la zona priva o con meno peli) a formare la nuova uretra. In genere, l’arteria verrà asportata fino all’altezza del gomito, il che risulta in una cicatrice di grandezza variabile ma di forma rettangolare intorno all’avambraccio, più una cicatrice a “zig zag” fino all’interno del gomito.
La zona donatrice è coperta poi da un innesto cutaneo di variabile spessore:
In alcuni casi tale spessore comprende l’epiderma e parte del derma ed è quindi molto sottile.
In altri casi comprende epiderma e tutto il derma e la zona donatrice dell’innesto è richiusa direttamente o coperta a sua volta da un innesto cutaneo. Questi tipi di innesti cutanei sono determinanti per l’apparenza dell’avambraccio; ogni chirurgo tende ad avere una zona di sua preferenza da cui prendere l’innesto (per esempio la pelle della coscia o la pelle nella piega tra le natiche e la gamba).
Diversi chirurghi procedono al trapianto in modo diverso, soprattutto per quanto riguarda l’ambito microchirurgico: mentre la letteratura medica è uniforme nel ritenere il lembo radiale dell’avambraccio come più adatto per la falloplastica dal punto di vista della sensazione tattile (grazie alla sensazione della zona donatrice, e alla presenza dell’arteria radiale), la capacità o meno di mantenere la sensazione erotica dipende da come il chirurgo tratterà il clitoride e, di conseguenza, con quali nervi potrà lavorare in situ; nonostante questo, non tutti i chirurghi che effettuano microchirurgia garantiscono uno o l’altro tipo di sensibilità. Altre variazioni ci sono nella creazione (o meno) della neo-uretra e nella creazione dello scroto.
Durante il periodo di guarigione della neo-uretra, viene posizionato un catetere di Foley per 2 settimane per ridurre il rischio di formazione di stenosi e fistole .
L’estetica del nuovo pene può essere perfezionata con una glandoplastica.
La funzione erettile può essere raggiunta utilizzando una protesi peniena inserita in una seconda procedura chirurgica che puo’ essere praticata dopo circa 10/12 mesi da quando la sensazione tattile si sia ripristinata.
Lembo del gran dorsale nella sua forma muscolo cutanea (MLD)
La tecnica del gran dorsale muscolo cutaneo prevede l’utilizzo di una parte del muscolo posteriore che include i vasi ed i nervi toracodorsali; questo viene collegato con l’arteria femorale e la vena safena o con le arterie e le vene epigastriche profonde inferiori. Il nervo viene microchirurgicamente collegato al nervo ileoinguinale.
La cicatrice, prevalentemente lineare, si estenderà da sotto il braccio fino alla parte inferiore della schiena. Nella maggior parte dei casi, il sito donatore può essere chiuso con una sutura, in altri casi è necessaria un innesto di pelle.
Questa tecnica produce un pene con una lunghezza di 13-16cm e con una circonferenza di 10-12 cm.
L’uretroplastica avviene generalmente in due fasi: allungamento uretrale primario e secondario.
Alcuni chirurghi incorporano una mucosa buccale.
Il posizionamento di un impianto nel pene può essere fatto in una fase successiva.
Lembo addominale
La falloplastica con utilizzo del lembo addominale è una procedura che mira a ridurre al minimo le cicatrici nell’area donatrice e fornire la possibilità di una successiva estensione uretrale ed inserzione di un impianto penieno.
La tecnica utilizza un lembo addominale lasciando una cicatrice lineare insignificante. Questo, insieme ad un buon approccio chirurgico, si traduce in un eccellente recupero post-operatorio, rendendo questa procedura di falloplastica poco invasiva.
L’uretroplastica può essere eseguita in una seconda fase.
Con questa tecnica risultano dimensioni falliche comprese tra 7,5 e 12,5 centimetri, una lunghezza sufficiente per l’inserimento di un impianto del pene, se lo si desidera.
Con questa tecnica non viene eseguita alcuna microchirurgia escludendo pertanto sensazioni erotiche nel fallo. La sensazione tattile può invece estendersi dalla base del pene.
Questa tecnica è adatta per quei pazienti che vogliano ridurre al minimo la possibilitàdi complicazioni ed avere poche cicatrici post-intervento.
Cosa succede dopo la falloplastica?
Dopo la falloplastica il paziente si sveglierà dopo qualche minuto ma probabilmente si sentirà intontito. Il personale infermieristico monitorerà le condizioni generali e gestirà il dolore una volta che il paziente si sarà completamente svegliato.
La falloplastica è un intervento che prevede un ricovero, il paziente resterà in ospedale per almeno una settimana dopo la falloplastica per monitorare l’afflusso di sangue al neofallo.
L’intervento puo’ essere praticato in un’unica fase o in diverse fasi, questa decisione potrà essere presa dal chirurgo solamente durante l’intervento. Nel caso di più fasi, sarà necessario attendere circa sei mesi prima di poter procedere con la seconda fase.
Uno dei principali benefici della falloplastica è il sollievo dalle sfide fisiche o emotive. I risultati prevedono un pene dall’aspetto naturale in grado di funzionare sessualmente. Come parte del percorso della chirurgia di affermazione di genere, questo intervento aiuta a raggiungere la propria identità di genere.
Altri benefici dipendono dalla scelta della tecnica chirurgica:
I lembi dell’avambraccio forniscono eccellenti risultati estetici ed una migliore sensazione mentre il lembo dorsale rappresenta la miglior opzione in termini di lunghezza del pene.
L’allungamento dell’uretra consente di urinare in piedi.
Il pene diventa eretto dopo la falloplastica?
6/12 mesi dopo l’intervento di falloplastica sarà possibile inserire un impianto penieno. Il tipo di impianto verrà deciso assieme al chirurgo in base alle caratteristiche del neofallo.
Il paziente avrà sensibilità dopo la falloplastica?
E’ possibile avere sensibilità nel neofallo, questa sensibilità potrebbe aumentare da sola nel corso del tempo. Il chirurgo potrà anche consigliare un allenamento riabilitativo speciale per migliorare la sensibilità.
Quanto sarà realistico il mio pene dopo la falloplastica?
Affidandosi ad un chirurgo qualificato con molta esperienza, il paziente potrà ottenere un fallo dall’aspetto molto naturale.
Il paziente potrà avere un orgasmo dopo la falloplastica?
Sì, è possibile avere un orgasmo. Indipendentemente dal tipo di lembo, i nervi che danno sensibilità per l’orgasmo vengono collegati al lembo e questo, per la maggior parte delle persone, preserva la loro capacità di raggiungere l’orgasmo.
Quanto è efficace la falloplastica?
Gli studi dimostrano che la falloplastica ha un tasso di soddisfazione molto alto. La maggior parte delle persone è soddisfatta dell’aspetto del proprio neofallo e della sua funzione sessuale.
Quali sono i rischi o le complicazioni della falloplastica?
La falloplastica è un intervento chirurgico molto complesso. Molte persone hanno delle complicazioni. È molto importante rivolgersi ad un chirurgo esperto per ridurre il rischio.
Le potenziali complicazioni della falloplastica possono includere:
Perdita parziale del fallo: Il neofallo deve avere un flusso sanguigno adeguato. In caso contrario, il tessuto del neofallo può morire (necrosi).
Restringimento uretrale: Un flusso sanguigno inadeguato può causare la formazione di tessuto cicatriziale. Il tessuto cicatriziale può rallentare o bloccare completamente l’uscita dell’urina dal corpo.
Fistola urinaria: Potrebbe formarsi una connessione o un’apertura anomala tra il sistema urinario ed un organo vicino, come l’intestino. Una fistola urinaria potrebbe anche aprirsi verso l’esterno del corpo.
Gocciolamento di urina: Potresti gocciolare di urina, soprattutto dopo essere andato in bagno (gocciolamento post-minzionale).
Qual è il tempo di recupero dalla falloplastica?
Dopo la falloplastica, è necessario tanto riposo. Molte persone non riprendono le loro normali attività prima di sei settimane dall’intervento.
Il recupero include:
Attività fisica limitata
Utilizzo di un catetere di Foley o catetere sovrapubico per urinare
Pulizia e medicazioni delle ferite durante la prima fase del recupero
Assunzione dei farmaci prescritti dal chirurgo per alleviare il dolore, prevenire le infezioni ed alleviare la stitichezza
Quando il paziente potrà tornare al lavoro/a scuola?
La maggior parte delle persone può tornare al lavoro o a scuola circa due o tre mesi dopo l’intervento. Nel caso di un lavoro fisicamente più pesante, è bene prevedere un periodo più lungo, fino a tre o quattro mesi per una ripresa completa che permetta di sopportare sforzi.
Quanto tempo ci vorrà per ottenere un pene funzionante?
Raggiungere la piena funzionalità del pene richiede tempo, nella maggior parte dei casi bisogna considerare un anno o più. Spesso sono richiesti più interventi chirurgici. Il tempo necessario dipende dalla ripresa post operatoria dopo ogni fase e questa è naturalmente soggettiva.